Per il nuovo Risorgimento
Scritto da antonio oliviero   
giovedì 19 gennaio 2012

Il 2011 ha dimostrato quello che è in atto da qualche tempo: lo straordinario e dilagante irredentismo dei popoli di questo pianeta.
In tutti i continenti si sta affermando questo Nuovo Risorgimento, dall’Africa all’Asia, all’America ed all’Europa, con un unico denominatore comune: la rivendicazione di esistenze umane libere, dignitose ed armonizzate con Madre Terra, ove tutti possano partecipare ai processi decisionali (la vera democrazia), dove si affermi la giustizia sociale e si consenta a tutti di avere delle opportunità.
Forze propriamente conservative (ma non per questo preservanti), stanno attuando strategie di contenimento di questo nuovo Risorgimento globale.
Due parole sulla democrazia
L’aspirazione alla democrazia, ossia alla sovranità popolare, non è solo l’ansia dei popoli del Sud del bacino del Mediterraneo: riguarda anche quelli che nei quali la democrazia parrebbe collaudata.
In realtà neanche i paesi dell’Occidente l’hanno mai avuta, in verità.
Guardiamo l’Italia. Che ci riguarda più da vicino.
Politicamente i cittadini hanno la impossibilità di partecipare al processo di formazione delle liste elettorali, di scegliere e votare i loro candidati, possono solo votare il primo ministro; nel concreto, non possono controllare l’operato del Governo su mille scelte fondamentali (esempio nominare il Governatore di Banca d’Italia) o sul Parlamento per ottenere che le leggi di iniziativa popolare vengano discusse, o di vedere attuate le volontà che si esprimono nei referendum.
Cioè si esprime un voto che non designa un uomo; la delega che si affida a chi viene eletto, poi, sarà in bianco, senza un vincolo, senza limiti veri verso l’elettore, neanche la paura di non essere rieletto, perché la nomina nella lista è decisa dal partito e non dall’elettore.
Il popolo perciò è stato espropriato, di fatto, della funzione politica.
Ed il popolo lo percepisce bene, basti vedere il crollo di fiducia verso i politici e soprattutto l’astensionismo elettorale.
Guardiamo la funzione monetaria. Questa può essere definita il “programma sorgente” della sovranità.
Se, come hanno fatto le moderne costituzioni nate dopo la rivoluzione francese, nel pacchetto “Sovranità” lasciamo dentro solamente funzione legislativa, esecutiva e giudiziaria ma vi estraiamo il programma sorgente, ossia la funzione monetaria, e la conferiamo ad organi non sottoposti alla volontà popolare (come nel nostro paese, alla BCE / Banca d’Italia, i cui soci sono le Banche private), è chiaro che si tratta di una sovranità popolare limitata: anche se i Parlamenti possono fare le leggi, le decisioni veramente incidenti sulle società civili saranno gli atti delle autorità monetarie.
La funzione monetaria è perciò in mano ai privati e sottratta al controllo del popolo sovrano.
Ed infine: la democrazia non è antidoto sufficiente a debellare il male tipico dell’umanità, e che si è profondamente e sottilmente acuito con la nascita del capitalismo, ossia la corruzione. Ci si riferisce sia allo schema tipico di un reato (mi danno soldi per favorire qualcuno ed io in questo violo le leggi esistenti), sia al fenomeno del distorto uso delle funzioni affidate ad un governante, che le esercita in vista del proprio tornaconto di cordata o personale e non in vista del bene comune, ma senza violare leggi specifiche, solo invece adoperando quella si chiama la sua discrezionalità, il merito politico.
E’ la corruzione di questo tipo che ha snaturato la operatività tipica della politica di oggi: i Parlamenti ed i Governi, per ovvia collusione, non intervengono mai sull’operato di mercati, borse, finanza creativa, speculazione, multinazionali, paradisi fiscali, permettendo che questi fattori si esprimano nella loro massima espansione possibile.
Ed è proprio a causa di questa straordinaria corruzione che la politica ha finito per perdere gli ultimi spazi ancora a lei riservati.
Non si è fatto nulla per limitare gli speculatori ed oggi non ci si può meravigliare se questi condizionino gli ultimi spazi di autonomia politica e non c’è argine alla salita degli spread.
La democrazia, dunque, o non è mai esistita o si è prescritta.
Che il “potere” vero non sia quello detenuto dalle autorità statali e dai governi, magari eletti a furor di popolo, Obama docet: il “we can” segnò una sorta di patto di speranze tra lui e gli americani sulla possibilità di cambiare quel paese ed il mondo. Quanto egli ha realmente potuto attuare per limitare i poteri veri? Basti vedere chi ha dovuto mettere a capo della Amministrazione finanziaria per comprendere che non gli avrebbero fatto fare nulla.
Ritorniamo all’irredentismo.
A Wall Street gli “Occupy” sono stati sfrattati a colpi di manganello.
In Siria, Iran, Egitto è andata peggio, perché polizie, eserciti e squadroni dell’ordine pubblico sono entrate in scena. Soffocando l’irredentismo. Così come sembra sia accaduto in altri paesi.
In Europa è accaduto qualcosa di analogo, ma più sottile.
Anni or sono fu partorita un’idea veramente illuminata, quella di creare gli Stati Uniti d’Europa; oggi si è trasformata in un’autentica frittata.
Si è spinto per creare una nazione senza il sentimento, lo spirito di un popolo, quello dell’Europa.
Si parlano lingue diverse, non esistono usi o tradizioni comuni, ideologie, spiriti religiosi affratellanti; solamente popoli gelosi delle loro tradizioni e delle sovranità, i quali è già un miracolo che non si siano più fatti la guerra dal 1945 ad oggi, dopo averne innescate due mondiali nel secolo scorso.
Il calcio è esemplificativo: nessun europeo si sogna di tifare per una squadra del continente ai mondiali se la Francia o la Germania incontrano il Brasile, lo Zimbabwe o il Kuwait, in nome dell'appartenenza europea.
Inutile, il popolo europeo, come identità unitaria, non esiste.
Tutto andava abbastanza bene con la forma dell’unione economica e della libertà di circolazione; ma l’introduzione della “moneta unica” senza l’unità dei popoli, quindi politico-federale prima e fiscale poi, ha portato con sé degli squilibri che stanno ancora di più affossando l’integrazione spirituale, alimentando divisioni ma soprattutto partigianerie.
E’ un pasticcio serio. Le contraddizioni si stanno rivelando.
Se è vero che c’è un dominio tedesco in Europa, in questo momento storico, che è cosa ben più corposa di quanto avesse raggiunto o lontanamente desiderato l’omino coi baffi nel 1940, è ancor più vero che invece dell’Europa dei popoli sovrani, si è creata l’Europa dei tecnocrati e dei banchieri sotto guida della BCE/Bundesbank, molto lontana dal concetto di nazione, sganciata dai voleri popolari e dalle necessità dei popoli stessi, trattati invece come animali da fattoria.
E poiché i tecnocrati/banchieri si sono accorti che il mostro che hanno creato può anche rivoltarsi contro di loro, e che i popoli si stanno ben altro che indignando, allora sono passati all’offensiva, anche se in maniera più raffinata.
Negli anni ‘70, laddove era andata bene (nel nostro paese), un po’ di democrazia era stata salvata pagandosi il prezzo della strategia della tensione. Altrove era finita peggio: c’erano stati i golpe.
Quando cioè l’irredentismo s’avanzava, e trovava politici (Pinochet docet) che avessero il coraggio di usare il chiavistello della democrazia per dare corpo alle rivendicazioni sociali limitative dei poteri di corporations ed oligarchie varie, allora qualcuno ricorreva ai golpe: i militari andavano al potere, con l’assassinio dei capi di Stato, i campi di concentramento, i desaparecidos, gli arresti in massa, l’ordine pubblico ristabilito, il coprifuoco; ricordiamo tristemente i programmi televisivi sospesi e sostituiti dai generali che parlavano ininterrottamente, spiegando che era necessario intervenire per salvare la patria, la nazione, l’economia dai disastri provocati dagli avventurieri, che altrimenti nessuna nazione straniera avrebbe fatto credito od avrebbe avuto relazioni con quel paese.
Nei primi giorni dell’incarico il presidente Monti è stato in conferenze stampa, trasmesse da tutti i network, almeno una volta al giorno, sempre lì ad illustrare alla nazione il perché del suo essere stato nominato Presidente del Consiglio, del dovere attuare misure dure ed “eque”.
Non ha sinistramente ricordato la scena dei generali di Pinochet che parlavano ai cileni dopo il primo tragico 11 settembre della storia?.
Ecco, con il pretesto della crisi dei mercati, della lotta all’inflazione, all’evasione fiscale, al debito pubblico, gli attuali e veri detentori del potere hanno realizzato un moderno golpe (non solo in Italia, ma anche in Spagna e Grecia è accaduta la stessa cosa): niente arresti di massa, coprifuoco, violenza, ma metodi moderni.
Prima c’è stato un ultimatum della BCE di urgenti riforme facendosi appello ai vincoli del Trattato di Maastricht.
Quando si sono accorti che l’Italia tardava ad adeguarsi, ci hanno pensato i moderni marines ad indurre il Primo Ministro al passo finale: i mercati, le agenzie di rating, gli spread ed infine il colpo al portafoglio, solamente adombrato, ossia le aste per le frequenze.
Il timore di finire un po’ come Pinochet, Saddam o Gheddafi, ma anche l’opportunismo della ritirata strategica (il Parlamento ancora in funzione, almeno in apparenza), ha scalzato Berlusconi riuscendo dove i suoi oppositori (e la loro pochezza) mai avevano potuto.
Proprio come nel film “Vogliamo i colonnelli”: a Monti l’incarico di formare un governo di soli tecnici per risolvere i problemi attuali del paese, per una transizione verso nuove elezioni; ad un fiduciario del sistema bancario che sceglie i suoi collaboratori nel suo stesso sistema.
Un vero “modern golpe”, senza carri armati, arresti di massa, perché la pace sociale apparente deve regnare per il mantenimento del sistema, anche se sotto la cenere cova la vera tragedia.
Nessuno può avere il coraggio di dire che la legalità costituzionale è stata salvata e che si sono rispettate le regole democratiche.
A parte che Monti non è stato eletto dal popolo neanche al Parlamento, come tutti i suoi ministri; ma vi immaginate cosa sarebbe successo in Italia se qualcuno si fosse opposto ed avesse negato la fiducia a Monti in un momento in cui gli spread sembravano volessero mandare l’Italia al mattatoio in pochi minuti? Tutti sono stati costretti a votare Monti, perché in quel momento lo si “Doveva fare”.
Quindi è inutile starselo a negare: è stata violata la legalità; come è stata violata quella internazionale con la guerra a Saddam, con quella a Gheddafi, e via andare. Semplicemente interpretando la legge “ad usum delphini”.
Dal giorno dopo l’insediamento sono arrivati i decreti.
Primo decreto: la lira si è prescritta. Non ha più corso e non si può più cambiare. E’ moneta per collezionisti. C’erano circa 700 milioni delle vecchie lire (ma il controvalore è in euro) detenute dagli italiani: dal 6 dicembre quelli che le hanno, sono stati spogliati per decreto dei loro averi!!! Espropriazione di massa. Senza verbo proferire e senza un solo ferito.  Anzi no: un arresto. Perché un uomo che aveva saputo della cosa, era andato in banca con molti soldi per farseli cambiare e si era portato una pistola per difendersi da malintenzionati. La pistola gli è caduta ed è stato arrestato. Pare che alla fine sia riuscito a cambiare il denaro, ma pare che nessun altro sia riuscito nell’impresa. Fine dei soldi.
Secondo decreto: il Salva Italia.
In questo è stato assestato il “Consolidamento” del sistema tassazione, che meglio sarebbe definire “Spoliazione delle risorse dei cittadini”.
Sono state introdotte nuove ed ulteriori tasse ed imposte.
Con quello che è complessivamente previsto, la maggior parte dei cittadini del nostro paese, facenti parte dei ceti medi e bassi (soprattutto piccoli artigiani, commercianti, professionisti, piccole medie imprese), dovranno trascorrere la gran parte degli anni a venire a lavorare e produrre più di quanto non abbiano fatto sino a questo momento, e soprattutto sopportare che la stragrande parte del frutto del loro lavoro (circa l’80 % del reddito lordo, tra Iva, tasse e previdenza) debba essere destinato allo Stato.
Altro che imposizione sul lavoro dipendente: questa è la vera tassazione.
In questo contesto è lecito porre “a lor signori” che dispongono dell’autorità della legge il seguente quesito: è mai possibile che il nostro paese possa sviluppare una minima crescita economica, o aumentare i suoi consumi quando si chiede che l’80 % di quello che una partita iva incassa lo debba versare allo Stato?
Qualcosa potrà crescere, ma non il prodotto interno lordo; il debito interno lordo, quello si.
Non bastava aumentare le tasse. No. E’ stato fatto di più.
E’ stata varata la stagione del nuovo maccartismo in salsa italiana: la lotta all’evasione fiscale. Addirittura si dice in giro che la pericolosità sociale di questa piaga è uguale a quella del terrorismo! E la gran cassa a mediatica è lì a strombazzare il “dagli all’untore”.
I guai non li ha fatti solo e tutti il governo Monti. Avevano fatto danni, in questa ottica, allo stesso modo Visco prima e Tremonti poi (nonostante qualche resistenza, ma ci hanno pensato all’Aspin Institute a rabbonirlo).
Ognuno di questi “sopraffini statisti” ci propinava un pacchetto di misure, a loro dire, vincenti, ma erano sempre alternative tra loro; il professor Monti ha avuto la capacità di metterle insieme, schierarle tutte in campo, ed aggiungendoci qualcosa del suo.
Dicevano all’agenzia delle entrate prima di Monti: le leggi ci sono già, dateci i poteri e vi faremo vedere come vi debelliamo l’evasione fiscale nel nostro paese.
Oggi all’agenzia delle entrate si fregano le mani.
Perché prima avevano solo il redditometro, lo spesometro, l’accertamento con adesione, lo studio di settore, il potere di accesso ad ogni ufficio, ad ogni conto corrente, e potevano soprattutto disporre di ogni forma di presunzione per accertare imponibili evasi. Oltre che espropriare patrimoni, anche in via cautelare, mandare in galera i grandi evasori, fare fallire imprese solo perché accertavano induttivamente e senza contraddittorio.
Tutto questo non bastava. E’ stata introdotta la tracciabilità dei pagamenti, prima annunciata nel limite dei 300 euro, poi assestata a 1000. Misura invocata da Mamma Europa. E secondo i democratici-dipietristi, non basta ancora, è troppo elevato il limite, bisogna abbassarlo!
Poi all’agenzia delle Entrate hanno annunciato che è nato SERPICO, il nuovo Moloch, creato presso gli uffici del ministero delle Finanze, la nuova arma di dissuasione/repressione di massa: d’ora in avanti, per ogni operazione di denaro che effettueremo, ci penserà Serpico a registrarla ed elaborarla per creare le premesse di nuovi accertamenti, nuovi imponibili, nuove espropriazioni di patrimoni.
Ed infine si sta per fare l’ultimo passo per adeguarsi ai dettati dell’Europa (?): le liberalizzazioni!
Di fronte a questo sconfortante scenario,
Cinque quesiti al professore Monti.
1) Egregio Professore Monti (ed insieme a lei, tutti i suoi convinti sostenitori), è davvero convinto che la “tracciabilità” serva a combattere l’evasione fiscale, la criminalità organizzata ed ogni sorta di attività illecita?
Dica la verità: lei sa bene che, in Italia, il mal costume non si cambia con divieti, proibizioni o leggi, perché il modo di violare impunemente le leggi si trova sempre; e che quindi la tracciabilità non l’avete introdotta per i fini che avete proclamato.
Ma, a parte questo, le ragioni della introduzione sono ben altre; e sarebbe un’offesa alla sua preparazione solo immaginare che lei non lo sappia.
Serve per aumentare i volumi delle banche (lei sa bene quanto sia preziosa la raccolta ed il volume per una banca); serve a produrre profitti per le stesse banche (drenandole dai cittadini indipendenti, che producono, lavorano, pagano le tasse ed hanno l’aspirazione ad essere liberi). Serve per evitare lo scenario della corsa al ritiro dei risparmi, se il sistema dovesse andare in tilt.
Serve, in una sola parola, a dare, alle stesse Banche, linfa vitale in vista di Basilea III e per aiutarle a smaltire sotterraneamente i titoli tossici. Cioè a fare scaricare sulla collettività i disastri da esse stesse provocati.
Inoltre, è un altro passo per la virtualizzazione del denaro, che cioè esisterà solo come entità virtuale presso le banche, conferendo ad esse ancora più decisività sulla vita di tutti i giorni di quanto non l’abbiano ancora.
Questo processo, deciso nelle sfere più elevate delle oligarchie internazionali dominanti (e che dettano ormai tutte le agende alla politica), messo in moto nel 1991, che il suo caro amico Prodi ed i suoi accoliti tentarono di introdurre nel 2006, al quale Tremonti ha tentato di opporsi invano, e di cui Lei, professor Monti, è ormai il più autorevole esecutore, ha un significato di indicibile gravità.
Infatti, questo sistema, mettendo al bando, quasi totale, il possesso del contante nelle mani del cittadino, eviterà che questi possa disporre di risorse monetarie al di fuori di una erogazione attraverso un conto corrente bancario, un bancomat od altro.
A proposito l’ha letta la notizia l’altro giorno della signora che ha dovuto compilare un modulo alla banca per spiegare le ragioni di un prelievo dal conto per più di mille euro? La signora ha scritto: “Per pagare le puttane di mio marito”.
In questo modo si è eliminata anche l’unica possibilità che i cittadini liberi ed onesti (non i criminali, che le risorse ce le hanno sempre, perché essi le risorse le creano illecitamente e si fanno beffe delle leggi), hanno a loro disposizione per attivare anche il più semplice rimedio (che quello stesso sistema gli mette a disposizione) per reagire ad una qualunque ingiustizia o sopruso che chiunque potrebbe in ogni momento perpetrargli, dal fisco alla magistratura, dalla polizia ad Equitalia. Come potrà questo cittadino pagarsi l’avvocato se qualcuno di questi soggetti impazzisce e lo aggredisce, se non ha accesso alla banca ed alle risorse monetarie?
Ed a questo punto mi domando: ma lei, Professore, si è reso conto che il “divieto di possedere contante” rappresenta il primo passo per la soppressione di ogni libertà civile?
2) Il secondo quesito è: si rende conto che, grazie a tutte queste misure kafkiane draconiane (tasse elevate, strumenti di lotta all’evasione) quelle forze produttive che dovrebbero fare lievitare il parametro “crescita del PIL” nel nostro paese, oltre che dare allo stato l’80 % del ricavato del loro lavoro, dovranno portarsi anche l’ansia di conservare ogni scontrino fiscale, anche del bar per il caffè, per dimostrare tutti i loro movimenti ad un fisco pronto a colpirlo nel più piccolo passo falso; o preoccuparsi di non essere in grado di provvedere neanche ai loro bisogni primari (mangiare, ripararsi, vestirsi) se una banca decide che è venuto il tempo di chiudergli i conti correnti o revocargli un fido senza ragione?.
E che la tracciabilità, Serpico, accertamento con adesione, spesometro, redditometro, minaccia di carcere e di espropriazione immediata dei beni, ottusagine dei funzionari burocrati, task force di ispettori dell’Agenzia delle Entrate sguinzagliate in lungo ed in largo (a Cortina può avere un senso logico ma io me le aspetto anche in luoghi meno noti), queste cose, tutte insieme, produrranno una vera e propria dittatura fiscale nel nostro paese, più di quella che già esiste?
E che questo è un altro dei passi più concreti per attuare il controllo globale?
Egregi signori leader Bersani, Franceschini, Finocchiaro, Casini, Fini, Rutelli, Di Pietro, ma vi siete resi conto della mostruosità della cosa a cui avete dato il vostro contributo, morale e materiale?
3) Terza domanda: non ha pensato, Professore Monti, che la soluzione al problema del debito pubblico andasse magari prioritariamente orientata mettendo le mani nelle tasche dei veri ricchi, ossia imponendo gabelle alle fondazioni, prioritarie detentrici della vera ricchezza nel nostro paese, oltre che a compagnie di assicurazione, istituti di credito, multinazionali e speculatori affaristici, titolari dei redditi più consistenti, anziché assicurare loro il consueto salvacondotto, anzi spudoratamente permettendo di riempire i loro forzieri di tutte le prebende che affluiranno per effetto della tracciabilità?
Eliminando magari qualche leggina architettata ad hoc di recente per ripristinare privilegi alle banche ed ai soggetti forti e con la quale si sono imposte spoliazioni di ricchezza ai cittadini tutti?
O di tagliare spese militari, missioni all’estero, o fare emergere imponibile dal mestiere più vecchio del mondo (la prostituzione: e finiamola con questo falso moralismo!)?
4) Quarta domanda: dica la verità, signor Presidente, ma le liberalizzazioni servono davvero a redistribuire ricchezza e a fare calare i prezzi?
Noi ci stiamo chiedendo come mai i più pervicaci sostenitori di queste tesi siano quelli del partito Democratico: debbono essere proprio caduti nell’oblio gli appelli di Moretti a D’Alema di “dire qualcosa di sinistra”.
“Liberalizzare” significa ispirarsi ad una filosofia che prevede la libertà di iniziativa economica e la eliminazione di ostacoli all’attività d’impresa; di eliminare privilegi di categorie nella erogazione di servizi; lo Stato entra il meno possibile e questo permette all’economia di crescere. E’ il neoliberismo di Reagan, quello che ha messo in moto la deregulation e la spirale che ci ha portati all’attuale disastro del “capitalismo finanziario”.
E’ dimostrato che il liberalismo senza freni genera solo oligopoli, aumenta i profitti dei pochi, non crea redistribuzione della ricchezza.
Le leggi per la liberalizzazione in Italia elimineranno alcuni privilegi, ma consegneranno le fette di mercato relative nelle mani degli oligopoli, più di quanto non lo siano, accentrando sempre di più la ricchezza nelle mani delle corporations; e, dopo poco tempo, produrranno il solito effetto: fare aumentare i prezzi.
Il peso di tutto questo sarà posto ancora una volta a carico della collettività.
Lei, Signor Presidente, che ha obbedito a questo diktat dell’Europa, non ci venga a dire che questo effetto lo ignora. O ci smentisca a parole, se non vuole attendere i fatti.
5) Quinta ed ultima domanda: a quale equità, giustizia, modernità lei, signor Presidente, si riferisce quando parla della sua manovra?
Forse a quella che è coerente con i modelli che si stabiliscono nelle stanze delle tecnocrazie cui lei è sempre appartenuto con grande merito, dal momento che aveva ricoperto ruoli importanti in Goldman Sachs, nella Trilaterale, nella Buildeberg, in Coca Cola, nella Commissione Europea prima di essere nominato Senatore a vita (onorificenza che non si comprende per quali meriti possa attribuirsi, visto che nel nostro paese ne è fregiato anche un condannato – prescritto – per mafia, oltre che un vecchio democristiano di lungo corso senza alcun merito particolare, mentre a nessuno viene in mente di conferire tale onore a chi invece ha dato grande lustro allo stesso paese avendo conseguito un premio Nobel per la letteratura e considerato oltremanica uno dei 100 geni viventi)!
Dove sono i popoli in questi modelli? E soprattutto: cosa ne sarà di loro quando saranno ridotti alla fame? Marx la definiva “alienazione”. Parole sante. Ma tristemente attuali.
In Sintesi
Questa è stata la risposta dell’Europa all’irredentismo dei popoli.
Tagliare i viveri. Allineare verso il basso i ceti medi. Rafforzare le corporations, banche ed assicurazioni. Salvacondotti a josa per chi ha messo in ginocchio il sistema.
E grazie a due italiani al comando: Draghi e Monti.
Credono loro, signori banchieri, che accaparrando vil denaro che stanno usando per riempire i loro forzieri di oro, metalli, materie prime, terre, immobili, oltre che per corrompere la politica, le società civili, ed assoldare eserciti in arme, riusciranno a frenare l’irridentismo dei popoli proiettati verso il futuro ed il progresso della razza umana?
Un tempo si diceva: una risata vi seppellirà; troppo poco.
E’ ora di urlare: BASTA.
Basta al potere di professori, burocrati, tecnocrati, e filosofi mercatistico liberistici.
Basta al potere di corporations, banche, agenzie rating ed impersonali mercati.
Basta al potere di questi politici, Nazgull al servizio delle oligarchie corrotte.
Basta stare rintanati ed aspettare una primavera fatta da altri.
Il 2012 può essere l’inizio si della nuova era, ma dell’era dei popoli sovrani ed irredenti.
POCHE PAROLE E MOLTI FATTI.
MOBILITAZIONE, MA NON VIOLENTA!
BUONE PRATICHE E SOLIDARIETA’!
CREATIVITA, PENSIERO ED IMMAGINAZIONE POSITIVI!
FIDUCIA NELL’ESISTENZA!
Noi ci impegniamo! Questa è la nostra formula.
 
Giornata Mondiale della NonViolenza
Scritto da antonio oliviero   
domenica 25 settembre 2011

Il 2 Ottobre alle 17.30 presso il Carcere Borbonico di Avellino vi sarà la celebrazione della "Giornata Mondiale della Nonviolenza". La data, stabilita dall'ONU in onore della nascita del Mahatma Gandhi, è divenuta ormai un appuntamento annuale per i movimenti e le Associazioni che hanno fatto della Nonviolenza la loro metodologia d'azione. Tra queste La Comunità per lo Sviluppo Umano (Movimento Umanista) United Beings Project e Conacreis, che hanno organizzato l'Evento "Nutrire il corpo, nutrire l'anima - condivisione di strategie alternative possibili". L'incontro è finalizzato alla conoscenza di pratiche non violente per curare il corpo ed arricchirsi interiormente. Interverranno Noemi Musto, ricercatrice alimentare, l'avv. Amerigo Festa autore del libro "Sussurri dall'ignoto" e il Prof. Ottavio di Grazia, docente di Storia delle Religioni del Mediterraneo. Nel corso dell' evento verranno proiettati anche i filmati dello scenziato giapponese Emoto.
 
Aggiornamento situazione spirituale
Scritto da antonio oliviero   
lunedì 11 luglio 2011
lta Velocità in Val di Susa – Una visione spirituale

II Parte: tutto sta andando bene, ora possiamo sconfiggere il ragno nero.

di Fausto Carotenuto
Questo articolo è l’aggiornamento di un articolo che ebbe un’ampia diffusione su internet ai tempi del primo assalto TAV alla Val di Susa.Intitolato Alta Velocità in Val di Susa: un attacco brutale e ben programmato, al di là dell’aggressione alla natura ed alla salute fisica. Una visione Spirituale. (http://www.disinformazione.it/valdisusa.htm) La visione che è alla base di queste conoscenze e considerazioni è di tipo spirituale. Per una migliore comprensione di questo scritto è opportuna la lettura del primo articolo.


Come scrivemmo allora,

“Chiunque in buona fede si voglia informare seriamente su quello che sta avvenendo in Val di Susa, si renderà facilmente conto del fatto che i valligiani hanno ragioni da vendere. Il progetto del TAV se attuato non porterà “progresso”, ma distruzione, devastazione e malattie.
Ad una indagine attenta ai valori spirituali in gioco emerge tuttavia un quadro ancora più fosco, di grande emergenza: non sono in gioco solamente i soldi degli ingordi, e l’ambiente e la salute degli abitanti della Val di Susa. Ma qualcuno sta cercando di portare avanti una operazione tendente a colpire direttamente le forze interiori di una grande fetta della popolazione europea.”

Dopo  5 anni la novità bellissima è che il piano oscuro è stato finora respinto dai valligiani: forze spirituali sufficienti, come speravamo allora, si sono impegnate in questa giusta battaglia, con risultati estremamente positivi. Occorre ora andare avanti, proseguire nel bel lavoro compiuto soprattutto dai valsusini e da chi si è sentito unito a loro in questa vicenda.


Abbiamo visto nel precedente articolo che l’obiettivo principale della TAV era colpire l’interiorità dei valsusini, la loro coscienza, e tramite loro quella di ampie popolazioni europee. Possiamo ora dire che si è invece prodotto l’effetto contrario: un risultato eccezionale di crescite individuali e collettive.

Certo, mi rendo conto che queste considerazioni sono  opposte a quelle più comuni, che vedono gli inermi valligiani attaccati e sconfitti dai grandi potentati, soprattutto economico-politici.  Ma si sa, la visione spirituale è molto diversa da quella materialista… che spesso non spiega proprio nulla, non si rende conto in profondità della realtà, e non dà alcuna prospettiva di azione seria. E nessuna speranza…

Oltre cinque anni fa, quando stavano per partire i lavori di un progetto ancora più devastante dell’attuale, vi fu in Val di Susa una grande mobilitazione, uno scatto di coscienza, e le forze spirituali diedero una mano.  Il mondo spirituale che ci assiste nella evoluzione è sempre prontissimo a cogliere, sia a livello individuale che collettivo, un segnale di crescita di coscienza.  E allora improvvisamente alcuni spazi delle forze oscure vennero chiusi. Tutto si fermò. I lavori iniziali  furono bloccati, i progetti andavano rivisti…

Ma le coscienze dei valsusini, e di quanti si fossero connessi a loro, potevano crescere ulteriormente, potevano fare un altro passo in direzione di una maggiore consapevolezza.  E si è così arrivati alla seconda fase: quella che stiamo vivendo in questi mesi, in questi giorni.

Le forze oscure anti-coscienza  sono di nuovo all’attacco, con grande schieramento di mezzi: forze dell’ordine, grandi poteri economici, un arco politico insolitamente largo e compatto…  Dal punto di vista materiale sembra che tutto vada male: il cantiere ha aperto e le manifestazioni sembrano non aver sortito effetti.

Ma, come al solito, le cose dal punto di vista spirituale non stanno allo stesso modo.

Per ora sta andando tutto proprio bene: la popolazione della valle e tante altre persone stanno mostrando consapevolezza, forza, dignità e compattezza che attraversano tutti gli strati sociali e tutte le età. Una popolazione sta ritrovando le proprie migliori qualità. Tutte caratteristiche di un “balzo” in avanti della coscienza, individuale e collettiva.

Ma allora chi sta vincendo?  

Per ora la coscienza dei valsusini. Se continua così le questioni materiali si adegueranno. Come è già successo 5 anni fa.  Il Cielo potrebbe dare nuovamente una mano decisiva. E i valligiani potrebbero vincere la loro battaglia anche sul piano materiale.

Ma torniamo un attimo indietro e vediamo con ordine cosa è successo in questi anni. Vediamo in particolare i fatti più importanti: quelli che ovviamente non stanno scritti sui giornali…

Cosa è successo in questi ultimi anni intorno al progetto TAV in Val di Susa

La prima fase di attacco dei poteri oscuri alla valle, cinque anni fa, si è conclusa con un vero successo dei valsusini:

  • per la coscienza di questa popolazione, che ne è uscita molto più compatta e consapevole di prima. Tutti lo possono constatare. Ma ovviamente di questo successo nessuno parla. Perché non è una cosa materiale. Ma è questa la realtà più importante, l’unica veramente durevole. I beni materiali scompaiono con il tempo, quelli spirituali no.  Ed i valsusini devono sentirsi fieri di questo grande risultato. Era la loro coscienza che era sotto attacco, e si è difesa crescendo!
  • la mobilitazione della prima fase ha ottenuto anche risultati sul piano materiale: il blocco dei lavori per alcuni anni e la salvaguardia del Monte Musinè, il Monte Sacro energeticamente a guardia della valle insieme alla Sacra di San Michele. Il Musinè è stato escluso dal progetto.

Questi i risultati eccellenti di una splendida cooperazione tra gli uomini e le donne della valle e la dimensione spirituale.

Nel frattempo, siccome la situazione era ancora a rischio, e la vicenda lungi dall’essere risolta, il mondo spirituale ha fatto in modo che il nadi, il canale energetico che passava per la valle, si spostasse. Per non essere comunque danneggiato, e non arrecare problemi alla complessiva geografia sacra europea. La grande arteria micheliana, di cui si parla sommariamente nel primo di questi due articoli, non passa più per la valle e nemmeno per la Sacra di San Michele.

Quale gli effetti dello spostamento?

Il nadi viene preservato e non rischia di essere danneggiato dal progetto o dallo scatenarsi di odi, vendette, turbolenze psichiche di gruppo connesse agli sviluppi della questione. Se la conclusione della vicenda sarà positiva, se l’atmosfera psichica della valle lo consentirà, potrà tornare un giorno integro a scorrere nella sua amata valle.

Un altro effetto è che le popolazioni locali, un po’ meno assistite energeticamente, perché prive dello scorrere diretto di questa importante arteria, hanno negli ultimi anni dovuto fare ancora più conto sulle “proprie” forze psichiche e spirituali. Il Cielo è “arretrato” per indurre una crescita che nasca ancora di più dall’interiorità degli abitanti della valle.

Quelle forze che li aiutavano dall’esterno i valsusini  hanno dovuto progressivamente sostituirle con energie cresciute nella propria interiorità.  E lo hanno fatto benissimo. E lo stanno facendo ancora in queste settimane!  Uomini, donne, bambini, religiosi, politici, commercianti, imprenditori, giovani, vecchi… Tutti molto più insieme di prima e molto più consapevoli.. Ed ora sollecitati ad esserlo ancora di più  per le ulteriori sfide poste dalla brutalità del nuovo attacco.

Ecco la bellezza e l’utilità del piano spirituale. Nel quale tutto contribuisce alla crescita della coscienza. Che è infinitamente più importante delle questioni puramente materiali. La materia è strumento della coscienza, e non viceversa!

In questi ultimi anni la stessa spiritualità di Michele si è ritratta dalla Sacra.  Per lasciare tutti più liberi di esprimere se stessi e di sviluppare le proprie forze spirituali.

La Sacra è ormai più che altro un bellissimo posto pieno di turisti, con una organizzazione museale  efficiente, ma  terribilmente sbrigativa – sul modello catena di montaggio – e poco o nulla consapevole dei significati profondi ed autentici di questo antico tempio micheliano.  La sua tonalità spirituale complessiva si è molto ridotta: come una stanza piena di vita che si è quasi svuotata.

Sta al cuore dei valsusini farne di nuovo un Tempio dello Spirito. Con le loro azioni intessute d’amore per Madre Terra.

Il nadi e Michele si sono ritratti, hanno scommesso sui valsusini, fidando nell’avanzare delle forze di coscienza locali, ed hanno avuto ragione, pienamente ragione! Hanno favorito l’autonomo sviluppo di forze spirituali.

Uno dei problemi di coscienza dei valsusini della prima fase era poi l’”egoismo”:  essersi attivati solo perché era un tema che li toccava direttamente, in casa!  Ma anche qui ci sono stati sviluppi positivi: il movimento per la Val di Susa ha in questi anni sostenuto tante cause esterne alla valle, e questo in qualche modo ha “lavato” quell’aspetto egoistico tipico di chi si ribella solamente quando una ingiustizia viene fatta proprio nel cortile di casa sua ( NIMBY – Not In My BackYard)

Anche di questo altro grande successo della coscienza valsusina si parla troppo poco, o per niente.

Ora a che punto siamo?

Ora quello che c’è da fare non è più salvare la geografia sacra europea (quella si è messa al sicuro da sola, fidando sulle forze dei valligiani), e la consapevolezza della popolazione è cresciuta.  Proprio grazie alle conseguenze della prima fase.  

Nonostante la loro potenza materiale e la loro prepotenza, la prima fase ha lasciato le forze oscure con in mano “un pugno di mosche”.  Gli obiettivi principali sono stati mancati (l’attacco diretto alla geografia sacra ed alle coscienze dei valligiani). La strategia attuale delle forze oscure si è quindi adeguata alla nuova situazione e si è  concentrata negli ultimi anni su una nuova serie di direttrici:

  • cercare in ogni modo di procedere con il nuovo tracciato,  per i suoi effetti devastanti sul piano fisico, sanitario, ecologico, ecc… Questa direttrice punta a conseguire un risultato che comunque crei danni rilevanti all’evoluzione delle coscienze, anche se in modo indiretto. Gli attacchi a Madre Terra, agli spiriti della natura ed alla salute dei valsusini sono essenzialmente rivolti a condizionare e ridurre la capacità di maturare  ed esprimere liberamente e con forza le proprie migliori potenzialità. Se la tua natura e quella intorno a te sono danneggiate, hai molte più difficoltà  (individualmente e come popolazione)  a sviluppare un migliore livello di coscienza;
  • cercare di ridurre il livello di consapevole compattezza raggiunto dai valsusini  in tutti i modi possibili, sollecitando forme di violenza  con infiltrati esterni, alimentando forme pensiero che considerano la violenza e la contrapposizione come la via maestra da percorrere, e non ultimo certamente cercando di “comprare” quinte colonne valsusine che si mostrino più “morbide” e possibiliste in merito al progetto;
  • portare a compimento il progetto come parte di un piano più vasto tende a colpire le coscienze devastando il tessuto sociale ed economico di vastissime aree.  E questo riguarda l’intera Europa. Chiameremo  questo piano “la tela del ragno”. L’unione europea lo chiama TEN-T (Trans European Network – Transport)

Questa volta ci concentreremo sugli effetti spirituali di quest’ultima direttrice, mentre 5 anni fa era più urgente l’attenzione alla geografia sacra.  

In questi anni un grande lavoro è stato compiuto dai poteri oscuri sull’apparato politico, finanziario ed industriale, perché sia sempre a disposizione per forzare gli ostacoli posti dalle coscienze e dai corpi dei valsusini, e perché un esercito di mercenari e lacchè sia pronto  al servizio di questi piani.  Apparati massonici di alto livello, gruppi trasversali, e tutti i terminali dei poteri oscuri hanno contribuito a tenere insieme questo fronte; ognuno ripagato con la moneta dei privilegi o del ricatto. Gruppi che praticano la magia nera si sono più volte messi al lavoro nella valle tentando di utilizzare in senso negativo le belle energie tuttora presenti nella zona. E vandalizzando antichi manufatti energetici.

Quanto sia importante questo progetto per le forze oscure si vede dal fatto che nel suo nome rinunciano perfino alla antica modalità del “divide et impera”. Quella che consente loro di tenere sempre a disposizione e nei ranghi i propri mercenari mettendoli uno contro l’altro. Ma quando il tema è prioritario e importantissimo, tutti devono collaborare in modo univoco e fedele: che siano  apparentemente di destra o di sinistra, tutti devono rispondere positivamente ai loro veri padroni, mettendo da parte ogni contrapposizione politica e ogni considerazione umana, economica, scientifica.  

E soprattutto mettendo a tacere la propria coscienza.

La Tela del Ragno  TEN-T

Ma vediamolo meglio questo piano anticoscienza  paneuropeo fondato sulle vie di comunicazione. Anche questo, così come il piano di devastazione della Geografia Sacra, non riguarda solo i valsusini, ma tutti noi.

Ormai è chiaro che la globalizzazione economica, con la sua tendenza a creare un mondo di poche grandi potenze economiche da una parte, e di miliardi di semi-schiavi consumatori dall’altra, è una fortissima minaccia alla libera crescita delle comunità e delle coscienze umane.  

Chiunque abbia la mente sgombra da forti egoismi economici ed un’anima aperta e disinteressata, sa una cosa importantissima:  la coscienza, l’economia, la salute umana e quella di Madre Terra, si giovano della crescita e della valorizzazione delle economie  e delle comunità locali. Con il sostegno e la coltivazione dei talenti e delle specificità di ogni comunità. Che non sono distribuiti casualmente sulla superficie di Madre Terra, ma per costituire la base di un organismo sociale vitale e armonioso della comunità umana.   Nel quale ogni individuo ed ogni gruppo possa maturare attraverso la libera manifestazione pratica dei propri talenti ed il libero scambio delle proprie ricchezze materiali e spirituali.

Una buona collaborazione europea è quindi  auspicabile e naturale tra comunità sviluppate localmente, che tirano fuori il meglio del locale, per poi scambiare queste ricchezze con altre comunità  in analoghe condizioni.

Una delle grandi direttrici dei poteri oscuri è proprio quella di cercare di evitare in ogni modo la formazione di questo meraviglioso organismo socio-economico fatto di rapporti armonici fra comunità locali adeguatamente sviluppate.  I prodotti, le culture e le economie locali, sostegno dei talenti e della salute delle società locali, vanno annientati. Tutto va standardizzato a livello come minimo europeo. Tutti i meravigliosi colori dell’iride delle spiritualità umane vanno ridotti al grigiore animico dei palazzi dei burocrati imperiali di Bruxelles, di Strasburgo, di Francoforte…  Poche idee, pochi prodotti, poche forme pensiero, poche scelte, pochi grilli per la testa per un popolo privato delle sue caratteristiche positive e ridotto ad imbelle consumatore.  Consumatore dei soli prodotti imposti dall’impero.

Perfetti schiavi dell’impero dei poteri oscuri.

Tutti i governi sono già da tempo infiltrati e condizionati ad eseguire questo piano. Ed infatti, che siano di destra o di sinistra, hanno comunque in questi anni consegnato tutti i veri poteri - soprattutto economici - nelle mani di un superstato non democratico, non eletto e non controllato da noi che si chiama Unione Europea.
Non ci soffermeremo in questa sede sulla minaccia costituita per le coscienze dalla Unione Europea in sé. Che merita una adeguata trattazione a parte. Ma su quanto ora riguarda la Val di Susa mediante il progetto europeo della “tela del ragno”.

Il progetto TEN-T ha preso sostanza e sviluppo quando l’Europa, dopo la caduta del muro di Berlino, si è in pochi anni improvvisamente allargata ( sia come NATO che come Unione Europea) a molti Stati ex comunisti dell’Europa Orientale. Che andavano inglobati rapidamente nel sistema di controllo e di standardizzazione del superstato europeo.

E’ un progetto che prevede la costruzione di molteplici corridoi di trasporto ferroviario, stradale  e marittimo che uniscano rapidamente tutti i vari angoli del nuovo superstato europeo. Una trentina di “corridoi” di cui alcuni principali ed altri secondari. Ecco la mappa dei progetti e del relativo stato dei lavori:

TEN-T Rete Europea

L’Italia è interessata ad alcuni grandi corridoi, uno da Kiev a Lisbona (quello che passerebbe per la Val di Susa), uno da Berlino a Palermo ed uno da Rotterdam a Genova.

Ecco la parte italiana della tela del ragno:

TEN-T - Tratte italiane
Ufficialmente queste rete serve ad aggiornare e migliorare le infrastrutture dei trasporti europee. E certamente ce n’è bisogno. Ma la filosofia di fondo di questo mega-piano non è basata sulla osservazione e la facilitazione delle realtà economiche e sociali esistenti. E’ invece studiata per la creazione di realtà economiche e sociali nuove, basate sullo stravolgimento di quelle esistenti.

La filosofia nascosta nel burocratese delle agenzie europee è quella di distruggere progressivamente le economie e le società locali e sostituirle con artificiose aggregazioni e conformazioni socio-economiche dipendenti dai grandi traffici di merci standardizzate controllate dai grandi poteri finanziari, a loro volta controllati dai grandi poteri oscuri anticoscienza.

Per far circolare solo merci standardizzate, prive di vitalità, piene dei veleni “giusti”, prive di fantasia, colore, spazi per gli individui e le comunità locali. Su nuovi grandi canali che ora non servono, ma che esistendo modificheranno progressivamente  gli usi, i costumi, le economie , le attività, le esigenze e i gusti, la dislocazione delle popolazioni, lo stesso sacro rapporto con la Natura e con Madre Terra,ecc…

Gli esperti di trasporti , i sociologi e gli economisti indipendenti che hanno studiato il progetto TAV in Val di Susa sono concordi nel dire che non si capisce a che serva una spesa tanto forte ed una devastazione così massiccia. Quando non viene rilevata una esigenza di traffico ferroviario lontanamente adeguata all’opera, né ora né nel prevedibile futuro. E allora si pensa che l’opera si faccia perché ci sono troppi soldi in giro da distribuire.

Sì è vero,  ma gli stessi soldi si potrebbero distribuire agli stessi gruppi di affari anche facendo qualcosa di utile! E con il sostegno della gente. Si potrebbe fare un bel piano faraonico per la scuola o per la cultura e l’arte, o per gli ospedali ed i centri di assistenza, di ricerca, per migliorare veramente gli attuali trasporti, ecc.. Ci sarebbero anche lì un sacco di soldi da spendere, ad libitum… E allora perché spenderli per una cosa inutile? Con la fatica di mettersi intere popolazioni contro?

Sono stupidi?

No per niente: sono solo dei furbi mercenari alle strette dipendenze di acutissimi poteri anti-coscienza.

Il progetto in Val di Susa  è inutile e dannoso per i valligiani e per una bella porzione di popolazioni europee, ma è utilissimo a gruppi ed a obiettivi che non si possono proprio menzionare. Del tutto indicibili!

E del tutto incredibili per una mente annebbiata dal materialismo.

Ma solo con la visione spirituale del confronto tra forze anticoscienza e forze che sostengono la coscienza si capiscono certe situazioni. Fino in fondo. Il prevalere di una cultura materialista è un’ottima difesa per i poteri oscuri: così nessuno capisce quello che fanno. Loro non hanno una cultura materialista… per niente. Quella la incoraggiano nella popolazione da confondere e sottomettere.

La Tela del Ragno dei corridoi è un passo fondamentale per lo stravolgimento delle economie e società locali a favore dei grandi gruppi schiavizzanti.

Lo sviluppo libero dei talenti delle comunità locali, ognuna con proprie caratteristiche, pregi e produzioni di eccellenza, porterebbe alla formazione armoniosa di reti di grande qualità e libertà, nelle quali gli individui e le comunità scambierebbero il meglio. L’economia di queste reti armoniose sosterrebbe l’armoniosa crescita delle coscienze, contribuendo a liberarle dai prodotti, dalle forme pensiero, dai modelli di vita imposti dai grandi gruppi schiavizzanti.

Le vie di comunicazione si svilupperebbero allora  in base alla crescita di queste vere esigenze. Le strade e le ferrovie sarebbero allora le vie di comunicazione della rete di reti di comunità e talenti.  Sarebbero queste reti orizzontali a determinare i mercati, le loro esigenze, i movimenti dei prodotti, ecc  E sarebbero molto difficilmente controllabili, proprio per la loro estrema forza intrinseca, per la loro vitalità, diffusione ed indipendenza sul territorio.

Il ragno oscuro dei corridoi, così come la gran parte della politica dell’Unione Europea, vuole creare  artificiosamente un superstato orwelliano grigio, privo di colori, privo di qualità locali, attraversato da correnti di traffici anonimi, standardizzati e che invece di portare linfa vitale, siano capaci di risucchiare energie.

Una pappa informe, un blob facilmente dominabile, nel quale le coscienze non avrebbero mai sufficienti strumenti economici, culturali, spirituali ed energetici per crescere…

Un’Europa meccanizzata e despiritualizzata.  “Arimanizzata”, direbbe Rudolf Steiner.

Un superstato che invece di ritrarsi e lasciare libere le economie e le culture le vorrebbe soggiogare alla forza di un sistema indiscutibile, fintamente democratico, non eletto, frutto di lobbies  occulte, sostenuto da servi e lacchè, traditori dei loro popoli.  Ammantati di perbenismo,  ma  capaci delle peggiori nefandezze.

Non è questa una novità. Le stesse forze oscure erano già più di duemila anni fa alla guida dell’Impero Romano.  E le stesse cose faceva l’Impero Romano per espandersi e controllare i popoli:  grandi operazioni di modifica delle linee energetiche e la creazione di un imponente sistema stradale dispendiosissimo, studiato non per le esigenze delle popolazioni, ma per quelle dello stato centralizzato romano. Per far viaggiare veloci le merci dei grandi poteri economici romani e per far muovere rapidi gli eserciti imperiali.

Le forze oscure che spingevano l’aggressività dell’Impero Romano ispiravano grandi operazioni di modifica della rete energetica per rendere le popolazioni da conquistare psichicamente più deboli e più facilmente aggredibili. Non c’era grande operazione di conquista che non fosse accompagnata da operazioni di modifica della rete dei nadi. La sconfitta degli Etruschi, quelle dei Cartaginesi e dei Sardi, dei Greci e dei Celti, solo per fare alcuni esempi.

Dopo di che, per rafforzare l’Impero, occorreva distruggere le tipicità locali, occorreva creare nuove economie, nuovi flussi. E allora le superstrade romane si allungavano latinizzando tutto, impoverendo le vivaci culture locali in nome della superiorità romana. Veicoli di lingue, costumi, religioni diverse ed imposte. Che ancora ci portiamo dietro.

Quali le prospettive della battaglia dei valsusini.

La battaglia dei valligiani è la battaglia della libertà dei popoli europei dalla dittatura del superstato ammantato di  finta democrazia.

Piramidi intere di potere, in genere l’una contro l’altra armate per contendersi il potere, sono  concordi contro i valsusini e per la realizzazione di questa porzione della tela del ragno.

Ma la reazione delle gente ed  il sostegno del Cielo hanno respinto il primo assalto, sviluppato le coscienze e messo al sicuro la geografia sacra.  I poteri oscuri non  hanno avuto successo con la rete energetica, ed  ora vogliono almeno fare il massimo di danno possibile con le rete fisica, quella dei corridoi della tela del ragno.

Ma il Mondo Spirituale non lascia fare tutto quello che vogliono. Non dipende da loro, che sono uno strumento di crescita e null’altro.  Questi poteri devono passare per l’approvazione dell’opinione pubblica, per le urne, per i movimenti, per le associazioni, per le popolazioni locali, per la reazione nelle valli e su internet. Viene loro consentito solamente quello che serve a risvegliare le nostre coscienze spesso dormienti. Basta un parziale risveglio per mandare a monte anni, secoli di trame oscure.

Il sistema migliore per tenerle a bada e farle arretrare è la consapevolezza, l’armonia, l’uso di mezzi forti ma amorevoli. L’indignazione cosciente e non la violenza. La diffusione massima dell’informazione.  Anche la diffusione di conoscenze  “inconsuete” come quelle di questo articolo. La mobilitazione di quante più persone è possibile, non solo valsusini, perché quello che è in gioco è la coscienza di tutte le popolazioni europee.

Avendo fede nella realtà che dovunque c’è una scintilla di libertà e di coscienza , questa viene amplificata e sostenuta dal mondo spirituale.

I valsusini lottano per la nostra libertà. La loro battaglia è la nostra.

E la stanno facendo benissimo! Incoraggiamoli, sosteniamoli nella consapevolezza, nell’informazione, nella fermezza e nella non violenza. Perché questa seconda fase di aggressione abbia come risultato un secondo balzo di coscienza. E dimostri a tutti gli europei che il superstato deve inchinarsi alle comunità di libere coscienze umane.
Se i valsusini  riusciranno a crescere ulteriormente nella loro battaglia di libertà, di verità, di conoscenza, attraverso l’amore per la terra, per la valle, per la propria comunità, per il resto del mondo…  se riusciranno a non odiare i loro nemici… se terranno duro, con la loro giusta indignazione, con la loro mobilitazione…  potrebbero ricevere grandi aiuti dal mondo spirituale: come la prima fase è stata bloccata ed il progetto cambiato una prima volta, tutto può ancora succedere.

E un giorno la crescita interiore dei valsusini potrebbe anche favorire il ritorno del grande canale energetico, che sarebbe  protetto non più solo dalle forze del Cielo, ma anche da quelle di coscienza dei valligiani.

E la Sacra tornerebbe a splendere di luce spirituale, non per autonoma decisione del Cielo, ma per vibrare con il lavoro di coscienza dei valsusini.

Una nuova forte risonanza tra forze del Cielo e Spiritualità Umane si spargerebbe per la Valle.

E Michele, ritornando nel suo tempio, potrebbe finalmente dire: “Missione compiuta!”

 
Altri articoli...
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 Pross. > Fine >>

Risultati 1 - 4 di 26

Login Form






Password dimenticata?

Syndication